Convivenza in Austria: casa, patrimonio ed eredità nel 2026

In Austria molte coppie vivono insieme senza sposarsi. Tuttavia, la nicht eheliche Lebensgemeinschaft (convivenza non matrimoniale) è giuridicamente molto meno regolamentata rispetto al matrimonio. Questo incide soprattutto sulla casa, sul patrimonio comune e sull’eredità.
In breve:
- Tra conviventi non esiste un obbligo legale di mantenimento né una disciplina speciale per la divisione dei beni.
- Dal 1° gennaio 2017 il convivente può ereditare, ma non ha diritto alla quota di legittima (Pflichtteil).
- Se la coppia ha vissuto nella stessa economia domestica per almeno 3 anni, il convivente può restare per un anno nell’abitazione del partner deceduto.
- In una casa in affitto, il convivente può subentrare nel contratto in determinate condizioni.
- Un accordo scritto di convivenza (Partnerschaftsvertrag) può disciplinare in anticipo molti aspetti pratici.
Che cosa si intende per convivenza in Austria?
Si parla di convivenza quando due persone non sposate vivono per un periodo prolungato in una comunità abitativa, economica e affettiva. Non è indispensabile avere la stessa residenza: la convivenza può sussistere anche con indirizzi diversi, per esempio per motivi di lavoro.
I conviventi non hanno gli stessi obblighi dei coniugi, come la fedeltà o il mantenimento. Le conseguenze previste per la eingetragene Partnerschaft (unione registrata), per esempio in materia di eredità, mantenimento e assicurazione sociale, non si applicano automaticamente ai conviventi.
Il Meldezettel può servire a dimostrare la convivenza.
Casa in affitto: chi può restare dopo la fine della relazione?
La situazione dipende dal titolo giuridico con cui si occupa l’alloggio.
- Entrambi siete Hauptmieter: avete gli stessi diritti e obblighi. Se non raggiungete un accordo, decide il tribunale civile, tenendo conto dell’urgenza delle esigenze abitative e dell’interesse degli eventuali figli comuni.
- Sei Untermieter oppure vivi nell’alloggio del partner: dipendi dal contratto del conduttore principale. Se quest’ultimo disdice l’alloggio, non puoi restare. Il conduttore principale può inoltre invocare motivi di disdetta più favorevoli.
- Vivi nell’alloggio senza contribuire alle spese: si tratta di un uso gratuito dell’abitazione, definito Bittleihe o Prekarium.
Il convivente non può essere inserito nel contratto di locazione senza il consenso del locatore. A differenza dei coniugi, i conviventi non possono chiedere al tribunale l’assegnazione dell’abitazione. In caso di conflitto può quindi crearsi una situazione di stallo.
Proprietà comune: appartamento, casa o terreno
I conviventi possono acquistare insieme un immobile e possono essere iscritti nel Grundbuch (libro fondiario) secondo quote scelte da loro.
- Appartamento in condominio: è possibile acquistare la proprietà comune tramite una Eigentümerpartnerschaft. In questo caso entrambi sono proprietari al 50% e nessuno può vendere la propria quota senza il consenso dell’altro.
- Altri immobili, come case o terreni: i conviventi non possono iscrivere un divieto reciproco di gravare o alienare la proprietà. Di conseguenza, ciascuno può disporre della propria quota senza il consenso dell’altro.
Dopo la separazione, uno dei due può rilevare la quota dell’altro, ma solo con un accordo comune. In mancanza di accordo, ciascun comproprietario può presentare una Teilungsklage (azione di divisione): l’immobile viene diviso oppure venduto all’asta e il ricavato viene distribuito proporzionalmente.
Mobili, risparmi, regali e debiti
Per il patrimonio della famiglia di fatto non esiste una disciplina speciale di divisione. Per reclamare somme o beni si applicano soltanto le regole generali del diritto delle obbligazioni.
- Mobili e oggetti domestici: appartengono a chi li ha acquistati. Questo vale anche se l’altro partner si occupava della casa, salvo un diverso accordo.
- Lavoro domestico: durante la convivenza non dà diritto a un compenso. Dopo la separazione può essere richiesto qualcosa soltanto sulla base di un accordo di convivenza.
- Conto bancario: il denaro appartiene alla persona a cui è intestato il conto. È possibile aprire anche un conto cointestato.
- Regali: il convivente può chiederne la restituzione soltanto se il beneficiario ha commesso un reato oppure se il regalo può essere contestato per errore.
- Prestiti: nei confronti del creditore ciascuno risponde in qualità di debitore o garante. Se uno paga le rate di un bene utilizzato dall’altro, dopo la separazione può chiedere la restituzione delle rate successive, ma non di quelle già pagate.
Eredità: che cosa riceve il convivente?
Dal 1° gennaio 2017 il convivente non è più considerato un estraneo ai fini successori. Tuttavia, come erede legittimo, eredita soltanto se nessun altro erede legittimo riceve l’eredità. Il convivente non ha diritto alla quota di legittima (Pflichtteil) e, a differenza dei coniugi, non può stipulare un contratto successorio (Erbvertrag).
Nel testamento (Testament) il convivente può essere indicato come beneficiario. Restano però intatti i diritti alla quota di legittima dei discendenti e del coniuge del defunto. Di regola, il capitale di un’assicurazione sulla vita con il convivente indicato come beneficiario non entra nell’asse ereditario.
Diritto di abitazione dopo il decesso
- Restare per un anno nell’abitazione comune: è necessario aver vissuto nella stessa economia domestica per almeno 3 anni prima del decesso. Si tratta di un lascito legale.
- Subentrare nel contratto di locazione: per gli alloggi soggetti al MRG sono necessari un urgente bisogno abitativo e almeno 3 anni di convivenza, oppure il trasferimento nell’abitazione avvenuto insieme.
- Abitare per tutta la vita nella casa o nell’appartamento del partner: è possibile soltanto se un diritto gratuito di usufrutto o di abitazione è stato stabilito nel testamento.
I figli di genitori non sposati hanno gli stessi diritti successori dei figli nati nel matrimonio. È necessario che la paternità sia stata riconosciuta (Vaterschaftsanerkenntnis) o accertata dal tribunale.
Mantenimento e assicurazione sociale
Dopo la separazione, di regola il convivente non ha diritto al mantenimento. Dopo la morte del partner non spettano né una pensione ai superstiti né prestazioni dell’assicurazione contro gli infortuni per i familiari.
Nell’assicurazione sanitaria, tuttavia, il convivente può essere coassicurato se vive da almeno 10 mesi nella stessa economia domestica dell’assicurato e svolge gratuitamente i lavori domestici oppure cresce un figlio che vive nella stessa economia domestica. La convivenza deve essere comunicata all’assicurazione sanitaria dell’assicurato.
In presenza di figli è inoltre opportuno verificare le regole della Familienbeihilfe e del Kinderbetreuungsgeld.
Domande frequenti
Il convivente eredita automaticamente in Austria?
No. Eredita come erede legittimo soltanto se nessun altro erede legittimo riceve l’eredità. Può però essere indicato come beneficiario in un testamento.
È obbligatorio mettere per iscritto l’accordo tra conviventi?
No, ma un contratto scritto facilita la prova degli accordi. Può essere predisposto da un notaio o da un avvocato. In linea generale, i contratti sono soggetti a imposta.
Che cosa succede alla casa comune se non troviamo un accordo?
Per una casa in affitto condivisa decide il tribunale civile. Per una casa o un terreno in comproprietà, ciascuna parte può presentare una Teilungsklage.
Il convivente ha diritto alla pensione ai superstiti?
No. Il convivente non ha diritto a una prestazione per i superstiti derivante dall’assicurazione pensionistica del defunto. Neppure un contratto di mantenimento tra conviventi può fondare il diritto a una pensione ai superstiti.
Passaggi pratici da compiere
- Verificate chi è indicato come Hauptmieter, Untermieter o proprietario dell’abitazione.
- Controllate le quote di proprietà iscritte nel Grundbuch e conservate la documentazione relativa agli acquisti.
- Separate, se necessario, i conti personali da eventuali conti comuni e conservate le prove dei pagamenti.
- Valutate la redazione di un Partnerschaftsvertrag per regolare patrimonio, spese e conseguenze di una separazione.
- Considerate un Testament e, se necessario, un diritto di abitazione o di usufrutto a favore del partner.
- Comunicare la convivenza alla rispettiva assicurazione sanitaria quando si richiede la coassicurazione.
- Per una situazione concreta, rivolgetevi a un avvocato o a un notaio: questo testo ha carattere informativo e non sostituisce una consulenza legale.