Parità di trattamento e discriminazione sul lavoro in Austria

In Austria il datore di lavoro non può trattare una persona in modo sfavorevole a causa del sesso, dell’età o dell’origine. Il divieto vale dall’assunzione fino alla cessazione del rapporto di lavoro. Di seguito sono riassunte le regole applicabili nel 2026 e gli organismi a cui rivolgersi.
In breve
- Nel settore privato, la Gleichbehandlungsgesetz (GlBG), cioè la legge sulla parità di trattamento, tutela i lavoratori e si applica a tutti i cittadini dell’Unione europea che vivono in Austria.
- È vietata la discriminazione per sesso, età, appartenenza etnica, religione o concezione del mondo e orientamento sessuale.
- La Gleichbehandlungsanwaltschaft (GAW) offre consulenza gratuita e riservata.
- La procedura davanti alla Gleichbehandlungskommission (GBK) è gratuita e non richiede un avvocato.
- Il risarcimento o l’annullamento del licenziamento possono essere ottenuti soltanto tramite il tribunale.
Che cosa si considera discriminazione sul lavoro?
Secondo il principio del divieto di discriminazione, il Gleichbehandlungsgebot, nessuno può essere svantaggiato a causa del sesso, dell’età, dell’appartenenza etnica, della religione o concezione del mondo oppure dell’orientamento sessuale. La discriminazione basata sulla disabilità è disciplinata da leggi specifiche e non dalla GlBG.
La legge distingue due forme principali di discriminazione:
- Discriminazione diretta (unmittelbare Diskriminierung): una persona viene trattata peggio di un’altra in una situazione analoga a causa di uno dei motivi protetti. Un esempio è il rifiuto di un candidato straniero con la stessa qualifica di un candidato nazionale.
- Discriminazione indiretta (mittelbare Diskriminierung): una regola apparentemente neutrale svantaggia in concreto un determinato gruppo. Per esempio, se i lavoratori a tempo parziale non possono diventare dirigenti e nella stessa azienda sono soprattutto donne a lavorare part-time, la regola ostacola principalmente la loro carriera.
Non sussiste discriminazione indiretta quando la regola è giustificata da un obiettivo legittimo e i mezzi utilizzati sono adeguati e necessari.
In quali fasi del rapporto di lavoro vale il divieto?
Nel settore privato il divieto copre l’intera durata del rapporto di lavoro, compresi:
- instaurazione del rapporto e assunzione;
- determinazione della retribuzione;
- benefit sociali volontari, come premi di fedeltà o mensa aziendale;
- formazione aziendale, aggiornamento e riqualificazione;
- promozione;
- altre condizioni di lavoro;
- cessazione del rapporto;
- molestie e molestie sessuali.
È considerato discriminatorio anche svantaggiare una persona perché usufruisce, per esempio, dell’Elternkarenz (congedo parentale), dell’Elternteilzeit (lavoro a tempo parziale come genitore), del congedo di paternità o del congedo per assistere una persona. In questi casi non è necessario che sussista anche una discriminazione basata sul sesso.
Le norme si applicano ai lavoratori dipendenti, ai lavoratori a domicilio e alle persone in una posizione simile a quella del lavoratore, come i freie Dienstnehmer.
Anche l’annuncio di lavoro deve rispettare le regole
Gli obblighi iniziano già con l’annuncio. Le aziende, le agenzie private di collocamento e l’AMS devono formulare gli annunci in modo neutro rispetto al genere e senza discriminazioni.
L’annuncio deve indicare il salario minimo previsto dal contratto collettivo o dalla legge e specificare se il datore è disposto a pagare di più. Quando non esiste un salario minimo stabilito da un contratto collettivo, deve essere indicata la retribuzione che costituisce la base della trattativa. Questa regola non si applica alle persone in una posizione simile a quella del lavoratore e alle posizioni dirigenziali elevate. La violazione può comportare una sanzione amministrativa.
Esempi di violazioni
Nel settore privato possono costituire violazioni, per esempio:
- trattare peggio un candidato a causa del sesso, e non per la mancanza di una qualifica;
- pagare meno una persona che ha la stessa prestazione e qualifica di un collega a causa del sesso;
- subire molestie sessuali da parte del datore di lavoro, dei colleghi o dei clienti;
- licenziare una persona dopo aver appreso il suo orientamento sessuale;
- rifiutare un candidato perché considerato troppo anziano;
- richiedere una “perfetta conoscenza del tedesco” per un lavoro in cui non è necessaria, per esempio quello di magazziniere.
Un trattamento diverso basato sull’età può essere ammesso eccezionalmente se è giustificato da un obiettivo legittimo, oggettivo e proporzionato, come un obiettivo di politica occupazionale, e se i mezzi utilizzati sono adeguati e necessari.
A chi rivolgersi?
- Gleichbehandlungsanwaltschaft (GAW): offre consulenza, aiuto nelle trattative con il datore di lavoro e assistenza nella presentazione di un reclamo alla commissione. Il servizio è gratuito e riservato.
- Gleichbehandlungskommission (GBK): esamina se il principio di parità di trattamento è stato violato e svolge anche una funzione di mediazione. La procedura è gratuita.
- Arbeits- und Sozialgericht: il tribunale del lavoro e della previdenza sociale può decidere sul risarcimento e sull’annullamento del licenziamento.
La sede centrale della GAW si trova a Vienna. Sono presenti uffici regionali a Graz, Innsbruck, Klagenfurt e Linz. Dal luglio 2017 la GAW si occupa di tutti i motivi e di tutti gli ambiti di discriminazione. Attraverso il modulo online della GAW è possibile segnalare una discriminazione anche senza indicare il proprio nome.
La Arbeiterkammer e i sindacati offrono consulenza ai propri iscritti e possono fornire assistenza legale nei procedimenti giudiziari.
Per il servizio pubblico federale valgono regole e organismi diversi, tra cui la Bundes-Gleichbehandlungskommission e i responsabili per la parità. Per i dipendenti dei Länder e dei Comuni si applicano invece specifiche leggi regionali.
Come si svolge la procedura davanti alla commissione?
- La domanda può essere presentata senza formalità particolari, anche con una semplice lettera. Possono presentarla la persona interessata, il consiglio aziendale, un’organizzazione di rappresentanza o la GAW.
- Il senato competente della commissione chiarisce i fatti attraverso un’audizione personale. Di norma, le due parti vengono ascoltate insieme.
- Le persone coinvolte ricevono il risultato per iscritto. Se viene accertata una discriminazione, il responsabile viene invitato a porvi fine.
La domanda può essere ritirata in qualsiasi momento, per esempio se nel frattempo viene raggiunto un accordo.
Domande frequenti
Posso ottenere un risarcimento dalla commissione?
No. La GBK non può concedere risarcimenti. Per ottenere un risarcimento è necessario rivolgersi al tribunale.
Posso rivolgermi contemporaneamente alla commissione e al tribunale?
Sì. Le due procedure possono essere utilizzate indipendentemente l’una dall’altra. Il tribunale considera le conclusioni della commissione, ma non è vincolato da esse. Se decide diversamente, deve motivare la propria decisione.
È necessario un avvocato per la procedura davanti alla commissione?
No. Non è necessario un avvocato e la procedura è gratuita.
Quale senato è competente?
In caso di discriminazione basata sul sesso, comprese le discriminazioni multiple collegate al sesso, è competente il I. Senat. Per le controversie lavorative legate ad appartenenza etnica, religione, età o orientamento sessuale è competente il II. Senat.
Passaggi pratici
- Raccogliere annunci di lavoro, e-mail, messaggi, buste paga, lettere di licenziamento e altri documenti rilevanti.
- Annotare date, luoghi, persone coinvolte, testimoni e parole o comportamenti contestati.
- Contattare la Gleichbehandlungsanwaltschaft (GAW) per una consulenza gratuita e riservata.
- Valutare la presentazione di una domanda alla Gleichbehandlungskommission (GBK); non è necessario un avvocato.
- Se si chiede un risarcimento o l’annullamento del licenziamento, rivolgersi all’Arbeits- und Sozialgericht e, se necessario, alla Arbeiterkammer o al sindacato.
Questo articolo si basa su informazioni disponibili online e non costituisce consulenza legale. Per una valutazione del proprio caso è opportuno rivolgersi a un avvocato o a un professionista qualificato.
Fonte: oesterreich.gv.at