Telelavoro dall’estero per aziende austriache: quali problemi possono sorgere

Chi lavora per un’azienda austriaca dal proprio Paese di residenza deve prestare attenzione alle regole sul telelavoro transfrontaliero. La situazione può diventare complessa quando il lavoro da casa supera un giorno alla settimana.
Le norme europee sono in ritardo rispetto alla realtà
Molte persone lavorano per aziende austriache pur vivendo oltre confine, anche alternando il lavoro in sede con il telelavoro. Dal 1° luglio 2022, però, le condizioni giuridiche sono cambiate: le regole temporanee valide durante la pandemia, che permettevano il telelavoro senza limiti particolari, sono terminate.
Attualmente viene generalmente consentito soltanto un giorno alla settimana di lavoro da casa. Le norme europee sulla previdenza sociale sono state pensate soprattutto per le forme di lavoro tradizionali, come il lavoro in ufficio o in fabbrica, e risultano quindi difficili da applicare al telelavoro.
Previdenza sociale e tassazione per chi lavora oltre confine
La situazione dei lavoratori transfrontalieri può essere complessa sia dal punto di vista della tassazione sia da quello dell’assicurazione sociale. Le regole cambiano da un Paese all’altro, rendendo più difficile la gestione amministrativa e la valutazione della situazione giuridica.
Secondo un regolamento dell’Unione europea, chi lavora da casa più volte alla settimana dovrebbe essere assicurato nel Paese in cui risiede. Di conseguenza, una persona residente all’estero che lavora da remoto per un’azienda austriaca potrebbe dover essere assicurata nel proprio Paese di residenza.
Per l’azienda austriaca questo potrebbe significare dover assumere il lavoratore tramite una società locale oppure aprire una filiale nel Paese di residenza. Si tratta di una procedura onerosa che molte aziende non sono disposte ad affrontare.
Una situazione a lungo rimasta in una zona grigia
Per questo motivo, in passato le autorità hanno spesso tollerato situazioni in cui il lavoro veniva svolto dall’estero per più di un giorno alla settimana. Tuttavia, questa zona grigia può creare problemi in caso di controversie, nel calcolo della pensione o in altre situazioni future.
La questione dovrebbe essere affrontata da un nuovo accordo quadro europeo. L’accordo permetterebbe ai lavoratori transfrontalieri di svolgere da remoto fino alla metà dell’orario di lavoro. Tuttavia, non tutti gli Stati hanno sottoscritto l’intesa, creando ulteriori difficoltà per chi lavora oltre confine.
Cosa verificare prima di lavorare regolarmente dall’estero
- Quanti giorni alla settimana vengono effettivamente lavorati dal Paese di residenza.
- In quale Paese deve essere versata la previdenza sociale.
- Se il datore di lavoro ha una struttura o una filiale nel Paese da cui viene svolto il telelavoro.
- Quali conseguenze possono esserci per tassazione, assicurazione e pensione.
Passaggi pratici
- Concordare per iscritto con il datore di lavoro il numero di giorni di telelavoro dall’estero.
- Chiedere una verifica specifica della posizione previdenziale e fiscale prima di superare un giorno alla settimana.
- Conservare i documenti relativi al luogo di lavoro, alle giornate lavorate e alle comunicazioni con l’azienda.
- In caso di dubbi o di lavoro regolare oltre confine, rivolgersi agli enti competenti o a un consulente qualificato.