Telelavoro dall’estero per un datore di lavoro austriaco: rischi fiscali nel 2026

Molte persone vivono fuori dall’Austria e lavorano per un’azienda austriaca, svolgendo una parte delle proprie mansioni da casa. In questi casi è importante capire quale Paese può tassare il reddito e quali regole si applicano alla dichiarazione dei redditi austriaca.
In sintesi:
- Chi vive all’estero e lavora in Austria è generalmente soggetto a un’obbligazione fiscale limitata: di norma viene tassato soltanto il reddito proveniente dall’Austria.
- Gli accordi contro la doppia imposizione stabiliscono generalmente che lo stipendio sia tassato nel Paese in cui il lavoro viene effettivamente svolto.
- I giorni di telelavoro svolti dall’estero possono quindi avere conseguenze fiscali diverse rispetto ai giorni lavorati in Austria.
- Per una dichiarazione volontaria nel 2026 deve essere considerato un Hinzurechnungsbetrag di 11.077 euro, che in determinate condizioni può essere evitato.
- La Telearbeitspauschale può raggiungere 300 euro all’anno senza imposizione.
Chi è considerato pendolare transfrontaliero?
Il Grenzgänger è una persona che ha la residenza in un Paese e attraversa generalmente ogni giorno il confine per lavorare in un altro Paese. Chi arriva dall’estero per lavorare in Austria viene spesso definito pendolare inbound.
Il permesso di soggiorno austriaco denominato „Grenzgänger“ (Aufenthaltsbewilligung) riguarda soltanto i cittadini di Paesi terzi, cioè persone che non hanno la cittadinanza di un Paese UE, SEE o della Svizzera. Le regole fiscali sui pendolari, invece, possono applicarsi anche ai cittadini UE, SEE e svizzeri.
Dove si pagano le imposte vivendo all’estero?
Se non si dispone di una residenza in Austria, si è generalmente soggetti a imposizione fiscale limitata (beschränkt steuerpflichtig). Ciò significa che, in linea di principio, vengono considerati soltanto i redditi provenienti dall’Austria, non quelli derivanti da altri Paesi.
Per i pendolari transfrontalieri esistono regole convenzionali speciali nei rapporti con Germania, Italia e Liechtenstein, secondo le quali può essere determinante il Paese di residenza. Non tutti gli accordi prevedono però una disciplina specifica per i pendolari. In assenza di una regola speciale, l’Austria può generalmente tassare il reddito in quanto Paese in cui viene svolta l’attività. Per evitare la doppia imposizione si applicano i metodi previsti dal rispettivo accordo.
Attenzione ai pernottamenti in Austria
Se durante i giorni lavorativi si trascorre almeno una parte della notte in Austria, dopo sei mesi si può creare una dimora abituale (gewöhnlicher Aufenthalt). In questo caso si può diventare soggetti a imposizione fiscale illimitata in Austria.
Perché il luogo di lavoro è importante?
La regola generale degli accordi contro la doppia imposizione (Doppelbesteuerungsabkommen, DBA) prevede che lo stipendio sia tassato nel Paese in cui il lavoro viene effettivamente svolto. Il Paese di residenza deve quindi esentare il reddito oppure tenere conto dell’imposta pagata all’estero secondo le regole dell’accordo applicabile.
Questo è il principale rischio del telelavoro: le giornate lavorate da casa all’estero possono essere valutate diversamente dalle giornate trascorse sul posto di lavoro in Austria. Gli accordi internazionali non sono tutti uguali; per i casi individuali è quindi consigliabile verificare professionalmente la situazione fiscale prevista dal DBA applicabile.
Se l’altro Paese ha il diritto di tassare il reddito, la dichiarazione e il pagamento delle imposte devono essere effettuati secondo le sue regole. In questo caso la responsabilità ricade sul lavoratore e, se necessario, sul datore di lavoro: l’ufficio fiscale austriaco non può fornire consulenza sulla corretta imposizione nell’altro Paese.
Come viene pagata l’imposta austriaca?
Di norma il datore di lavoro austriaco trattiene l’imposta sul salario (Lohnsteuer) già al momento del pagamento e la versa direttamente all’ufficio fiscale. Il calcolo segue sostanzialmente le stesse regole applicate agli altri lavoratori in Austria.
Anche in presenza di un’obbligazione fiscale limitata, la dichiarazione dei redditi dei lavoratori (Arbeitnehmerveranlagung) può essere obbligatoria. È inoltre possibile presentarla volontariamente per far valere le spese professionali (Werbungskosten). In questo caso viene aggiunto alla base imponibile un importo annuale:
- 2024: 10.486 euro
- 2025: 10.888 euro
- 2026: 11.077 euro
Se la dichiarazione volontaria comporta un pagamento aggiuntivo, può essere ritirata, purché non sussista un motivo che renda obbligatoria la dichiarazione.
Quando si può scegliere l’imposizione fiscale illimitata?
I cittadini UE/SEE che non hanno una residenza in Austria, ma ricevono la maggior parte del proprio reddito dall’Austria, possono scegliere nella dichiarazione l’imposizione fiscale illimitata. La condizione è che il 90% del reddito provenga dall’Austria oppure che il reddito estero annuale non superi la soglia esente prevista dalla tariffa (tarifmäßige Steuerfreigrenze).
- 2024: 12.816 euro
- 2025: 13.308 euro
- 2026: 13.539 euro
Anche in questo caso viene tassato soltanto il reddito austriaco, ma non si applica l’Hinzurechnungsbetrag. Inoltre, è possibile richiedere determinate agevolazioni personali, tra cui il Familienbonus Plus, le agevolazioni per una famiglia monoreddito, per genitori soli e per il pagamento degli alimenti, oltre alle spese straordinarie.
Telearbeitspauschale: quanto si può ricevere senza imposte?
Dal 2025 la precedente Homeoffice-Pauschale si chiama Telearbeitspauschale. È considerato telelavoro il lavoro svolto regolarmente nella propria abitazione o in un altro luogo non appartenente all’azienda, anche in un ufficio di coworking.
- Indennità del datore di lavoro: massimo 300 euro all’anno, pari a 3 euro al giorno per un massimo di 100 giornate; è richiesta una convenzione di telelavoro.
- Arredi ergonomici: massimo 300 euro, se nell’anno sono state effettuate almeno 26 giornate di telelavoro.
Per esempio, se il datore di lavoro paga 1 euro al giorno per 100 giornate di telelavoro, per un totale di 100 euro, i restanti 200 euro vengono automaticamente considerati come spesa nella dichiarazione, se le giornate sono state indicate nel certificato dello stipendio (Lohnzettel).
Per usufruire delle agevolazioni è necessario un accordo di telelavoro con il datore di lavoro (Telearbeitsvereinbarung). Le regole della previdenza sociale devono essere valutate separatamente.
Domande frequenti
Serve il permesso Grenzgänger a un cittadino UE?
No. Questo permesso di soggiorno riguarda soltanto i cittadini di Paesi terzi. Il costo della domanda è di 218 euro.
Cosa si può fare se non si è d’accordo con l’accertamento fiscale?
Entro un mese dalla notifica della decisione si può presentare un ricorso (Beschwerde) presso l’ufficio fiscale. La decisione spetta al Tribunale amministrativo finanziario federale.
Come si presenta la dichiarazione?
La dichiarazione può essere presentata online tramite FinanzOnline, per posta oppure di persona presso l’ufficio fiscale competente.
Si può richiedere la Telearbeitspauschale per il lavoro svolto dall’estero?
L’indennità richiede telelavoro regolare nella propria abitazione o in un altro luogo non appartenente all’azienda, oltre a una convenzione di telelavoro. Il Paese in cui devono essere tassate le giornate lavorate dall’estero dipende dall’accordo contro la doppia imposizione applicabile.
Passaggi pratici
- Annota i giorni lavorati in Austria e quelli svolti dall’estero.
- Verifica il tuo luogo di residenza fiscale e gli eventuali pernottamenti in Austria.
- Controlla quale Doppelbesteuerungsabkommen si applica alla tua situazione.
- Chiedi al datore di lavoro di formalizzare la Telearbeitsvereinbarung e di indicare correttamente le giornate nel Lohnzettel.
- Prima di presentare la Arbeitnehmerveranlagung, valuta l’effetto dell’Hinzurechnungsbetrag e la possibilità di scegliere l’imposizione illimitata.
- Per situazioni transfrontaliere complesse, rivolgiti a un consulente fiscale o a un professionista esperto di diritto tributario internazionale.
Nota: questo articolo si basa su fonti disponibili online e non costituisce consulenza fiscale o legale. L’utilizzo delle informazioni avviene sotto la propria responsabilità.
Fonte: oesterreich.gv.at