Molestie sessuali sul lavoro in Austria: diritti e assistenza

In Austria le molestie sessuali sul lavoro non sono una questione privata, ma una violazione dei diritti tutelata dalla legge. Questa guida spiega quali comportamenti possono costituire molestia, quali conseguenze legali sono previste e a chi rivolgersi. Le informazioni riflettono la situazione normativa del 2026.
Che cosa si considera molestia sessuale sul lavoro?
Le molestie possono essere visive, verbali, fisiche oppure consistere in una forma di ricatto sessuale. Tra gli esempi rientrano:
- immagini pin-up o pornografiche nell'ambiente di lavoro, anche sul computer o sul tappetino del mouse;
- sguardi insistenti, valutazioni dell'aspetto fisico o fischi;
- battute allusive e commenti sul corpo o sul comportamento sessuale nella vita privata;
- affermazioni chiaramente sessuali e inviti indesiderati con un'intenzione esplicita;
- telefonate, lettere, e-mail o SMS con allusioni sessuali;
- la promessa di un vantaggio professionale in cambio di disponibilità sessuale oppure la minaccia di uno svantaggio in caso di rifiuto;
- tocchi accidentali o intenzionali, come palpeggiamenti o pacche sul sedere;
- inviti a compiere atti sessuali o atti esibizionistici.
Nei rapporti di lavoro di diritto privato si parla di molestia quando un comportamento di natura sessuale offende la dignità della persona, è indesiderato, inappropriato o offensivo e crea, oppure mira a creare, un ambiente di lavoro intimidatorio, ostile o umiliante. Può inoltre avere altre conseguenze negative o positive sul rapporto di lavoro.
La tutela può valere anche per comportamenti avvenuti fuori dal luogo di lavoro, ad esempio durante un seminario professionale.
Quale legge offre protezione?
Per chi lavora nel settore privato si applica la legge federale sulla parità di trattamento, la Gleichbehandlungsgesetz (GlBG). La legge riguarda non solo la persona che molesta, ma anche il datore di lavoro che colpevolmente non protegge il dipendente dalle molestie di colleghi o clienti. È vietato anche impartire istruzioni volte a molestare.
Nel pubblico impiego si applica la legge federale sulla parità di trattamento, la Bundes-Gleichbehandlungsgesetz (B-GlBG). In questo ambito le molestie possono costituire anche una violazione degli obblighi di servizio. Per i dipendenti dei Länder e dei Comuni esistono norme di contenuto analogo adottate dai rispettivi Länder.
Quale risarcimento è previsto e contro chi?
In caso di molestie sessuali sul lavoro spetta un risarcimento adeguato, comunque di almeno 1.000 euro. La richiesta può essere rivolta contro:
- la persona che ha commesso la molestia, in ogni caso;
- il datore di lavoro, se colpevolmente non ha adottato misure adeguate per porre fine alla situazione, ad esempio un richiamo, un trasferimento o il licenziamento;
- lo Stato federale, il Bund, se un rappresentante del datore di lavoro non ha adottato colpevolmente le misure necessarie.
Oltre alle conseguenze civili e lavoristiche, la persona responsabile può incorrere anche in conseguenze penali.
Quando si tratta di un reato?
Le molestie sessuali costituiscono anche una fattispecie autonoma prevista dal codice penale, il Strafgesetzbuch (StGB). In questo caso è necessario un comportamento di natura sessuale, come un contatto indecente.
Le sole dichiarazioni verbali, di per sé, non costituiscono un reato penale, ma possono comunque rappresentare una molestia ai sensi del diritto del lavoro.
Termini e autorità competenti
La richiesta di risarcimento può essere fatta valere davanti al tribunale entro tre anni.
- Settore privato: Arbeits- und Sozialgericht, il tribunale del lavoro e della previdenza sociale.
- Dipendenti pubblici con contratto, Vertragsbedienstete: Arbeits- und Sozialgericht.
- Funzionari, Beamte: l'autorità di servizio competente, la Dienstbehörde.
Come tutelarsi
Subire, evitare la situazione o lasciare il posto di lavoro non sono le uniche soluzioni. Possono essere utili i seguenti passi:
- prendere sul serio ciò che si prova: anche la percezione soggettiva della persona interessata è rilevante;
- rifiutare il comportamento in modo chiaro e deciso e chiedere che non si ripeta;
- raccogliere le prove e annotare gli episodi, con date, luoghi, persone presenti e comunicazioni ricevute;
- parlare in via riservata con persone di fiducia;
- se il comportamento continua, informare i superiori.
Se si decide di rendere pubblico il caso, è opportuno prepararsi al fatto che la persona accusata potrebbe negare. Possono inoltre seguire controversie per diffamazione, indicate in tedesco come üble Nachrede. Può quindi essere utile cercare alleati, ad esempio il consiglio aziendale, il Betriebsrat.
A chi chiedere aiuto?
- Gleichbehandlungsanwaltschaft, l'ufficio per la parità di trattamento;
- la Arbeiterkammer (AK) del proprio Land;
- la sezione femminile della Österreichischer Gewerkschaftsbund (ÖGB);
- la Österreichische Rechtsanwaltskammer (ÖRAK), tramite la Erste Anwaltliche Auskunft, che offre punti di consulenza gratuiti nei Länder.
Se la situazione porta a cambiare lavoro o a perdere l'occupazione, può essere utile rivolgersi anche all'Arbeitsmarktservice (AMS) per informarsi sulla registrazione come persona disoccupata.
Domande frequenti
Solo le donne possono subire molestie sessuali sul lavoro?
No. Chiunque può essere colpito, anche se le vittime sono più spesso donne.
La tutela vale per i cittadini dell'Unione Europea che vivono in Austria?
Sì. Le regole indicate si applicano ai cittadini dell'Unione Europea che vivono in Austria.
Il datore di lavoro può essere responsabile se la molestia viene da un cliente?
Sì, se colpevolmente non interviene per porre fine alle molestie commesse da una terza persona.
Quanto tempo ho per agire?
Il termine per far valere in tribunale la richiesta di risarcimento è di tre anni.
Passi pratici da compiere
- Annota subito gli episodi e conserva messaggi, e-mail e altri elementi utili.
- Esprimi chiaramente il rifiuto del comportamento, se farlo non comporta ulteriori rischi.
- Rivolgiti a una persona di fiducia, al Betriebsrat o a un'organizzazione di consulenza.
- Segnala formalmente la situazione ai superiori o al datore di lavoro.
- Chiedi consulenza alla Gleichbehandlungsanwaltschaft, alla Arbeiterkammer, all'ÖGB o alla ÖRAK.
- Verifica il termine di tre anni e, se necessario, chiedi assistenza legale per rivolgerti all'autorità competente.
Nota: queste informazioni hanno carattere generale e non sostituiscono una consulenza legale, sanitaria o professionale. Per un caso concreto è consigliabile rivolgersi a un avvocato, a un esperto di diritto del lavoro o a uno degli organismi indicati. Fonte: oesterreich.gv.at.