Molestie sessuali sul lavoro in Austria: diritti e assistenza

Aggiornato: 2026-10-26
Molestie sessuali sul lavoro in Austria: diritti e assistenza

In Austria le molestie sessuali sul lavoro non sono una questione privata, ma una violazione dei diritti tutelata dalla legge. Questa guida spiega quali comportamenti possono costituire molestia, quali conseguenze legali sono previste e a chi rivolgersi. Le informazioni riflettono la situazione normativa del 2026.

Che cosa si considera molestia sessuale sul lavoro?

Le molestie possono essere visive, verbali, fisiche oppure consistere in una forma di ricatto sessuale. Tra gli esempi rientrano:

Nei rapporti di lavoro di diritto privato si parla di molestia quando un comportamento di natura sessuale offende la dignità della persona, è indesiderato, inappropriato o offensivo e crea, oppure mira a creare, un ambiente di lavoro intimidatorio, ostile o umiliante. Può inoltre avere altre conseguenze negative o positive sul rapporto di lavoro.

La tutela può valere anche per comportamenti avvenuti fuori dal luogo di lavoro, ad esempio durante un seminario professionale.

Quale legge offre protezione?

Per chi lavora nel settore privato si applica la legge federale sulla parità di trattamento, la Gleichbehandlungsgesetz (GlBG). La legge riguarda non solo la persona che molesta, ma anche il datore di lavoro che colpevolmente non protegge il dipendente dalle molestie di colleghi o clienti. È vietato anche impartire istruzioni volte a molestare.

Nel pubblico impiego si applica la legge federale sulla parità di trattamento, la Bundes-Gleichbehandlungsgesetz (B-GlBG). In questo ambito le molestie possono costituire anche una violazione degli obblighi di servizio. Per i dipendenti dei Länder e dei Comuni esistono norme di contenuto analogo adottate dai rispettivi Länder.

Quale risarcimento è previsto e contro chi?

In caso di molestie sessuali sul lavoro spetta un risarcimento adeguato, comunque di almeno 1.000 euro. La richiesta può essere rivolta contro:

Oltre alle conseguenze civili e lavoristiche, la persona responsabile può incorrere anche in conseguenze penali.

Quando si tratta di un reato?

Le molestie sessuali costituiscono anche una fattispecie autonoma prevista dal codice penale, il Strafgesetzbuch (StGB). In questo caso è necessario un comportamento di natura sessuale, come un contatto indecente.

Le sole dichiarazioni verbali, di per sé, non costituiscono un reato penale, ma possono comunque rappresentare una molestia ai sensi del diritto del lavoro.

Termini e autorità competenti

La richiesta di risarcimento può essere fatta valere davanti al tribunale entro tre anni.

Come tutelarsi

Subire, evitare la situazione o lasciare il posto di lavoro non sono le uniche soluzioni. Possono essere utili i seguenti passi:

Se si decide di rendere pubblico il caso, è opportuno prepararsi al fatto che la persona accusata potrebbe negare. Possono inoltre seguire controversie per diffamazione, indicate in tedesco come üble Nachrede. Può quindi essere utile cercare alleati, ad esempio il consiglio aziendale, il Betriebsrat.

A chi chiedere aiuto?

Se la situazione porta a cambiare lavoro o a perdere l'occupazione, può essere utile rivolgersi anche all'Arbeitsmarktservice (AMS) per informarsi sulla registrazione come persona disoccupata.

Domande frequenti

Solo le donne possono subire molestie sessuali sul lavoro?

No. Chiunque può essere colpito, anche se le vittime sono più spesso donne.

La tutela vale per i cittadini dell'Unione Europea che vivono in Austria?

Sì. Le regole indicate si applicano ai cittadini dell'Unione Europea che vivono in Austria.

Il datore di lavoro può essere responsabile se la molestia viene da un cliente?

Sì, se colpevolmente non interviene per porre fine alle molestie commesse da una terza persona.

Quanto tempo ho per agire?

Il termine per far valere in tribunale la richiesta di risarcimento è di tre anni.

Passi pratici da compiere

  1. Annota subito gli episodi e conserva messaggi, e-mail e altri elementi utili.
  2. Esprimi chiaramente il rifiuto del comportamento, se farlo non comporta ulteriori rischi.
  3. Rivolgiti a una persona di fiducia, al Betriebsrat o a un'organizzazione di consulenza.
  4. Segnala formalmente la situazione ai superiori o al datore di lavoro.
  5. Chiedi consulenza alla Gleichbehandlungsanwaltschaft, alla Arbeiterkammer, all'ÖGB o alla ÖRAK.
  6. Verifica il termine di tre anni e, se necessario, chiedi assistenza legale per rivolgerti all'autorità competente.

Nota: queste informazioni hanno carattere generale e non sostituiscono una consulenza legale, sanitaria o professionale. Per un caso concreto è consigliabile rivolgersi a un avvocato, a un esperto di diritto del lavoro o a uno degli organismi indicati. Fonte: oesterreich.gv.at.

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