I simboli nazionali dell’Austria: inno, bandiera e stemma

Aggiornato: 2026-10-26
I simboli nazionali dell’Austria: inno, bandiera e stemma

Se vivi in Austria, puoi incontrare ogni giorno i simboli del Paese: sugli edifici ufficiali, durante gli eventi sportivi e nelle cerimonie. È utile sapere quali sono, da dove provengono e quali regole ne proteggono l’uso. In questo articolo vediamo la storia dell’inno federale e le condizioni per utilizzare lo stemma federale a fini commerciali.

Quali sono i simboli nazionali dell’Austria?

In Austria sono considerati simboli nazionali (Staatssymbol) quattro elementi:

Questi simboli sono tutelati dalla legge. Il codice penale austriaco (StGB), all’articolo 248, punisce chi li disprezza o li degrada in altro modo. La disposizione è intitolata “degradazione dello Stato e dei suoi simboli” (Herabwürdigung des Staates und seiner Symbole).

Come è nato l’inno austriaco?

Dopo la Seconda guerra mondiale l’Austria aveva bisogno di un nuovo inno, capace di rappresentare la ripartenza dello Stato. I politici non volevano ripristinare la precedente melodia di Haydn, perché era stata adottata anche dal Reich tedesco e avrebbe potuto essere percepita come una provocazione dai popoli oppressi durante il regime nazionalsocialista.

Le principali date sono:

Il premio del concorso era di 10.000 scellini, una somma considerevole per l’epoca. Una delle condizioni era che l’autore cedesse allo Stato tutti i diritti d’autore.

Chi ha scritto l’inno federale?

Furono presentate circa 1.800 proposte. Nella sala da musica da camera del Musikverein di Vienna vennero eseguite 29 composizioni da cantanti d’opera e attori del Burgtheater. La giuria scelse infine una melodia tratta da una canzone massonica, “Brüder reicht die Hand zum Bunde”.

All’epoca la melodia veniva attribuita a Mozart, ma probabilmente fu composta da Johann Baptist Holzer.

Per il testo furono invitati a presentare nuove proposte nove candidati, tra cui Paula Grogger, Alexander Lernet-Holenia e Paula von Preradović. Fu scelto il testo di Preradović, in una forma leggermente modificata.

Negli anni Cinquanta si tentò senza successo di reintrodurre il popolare inno di Haydn. I figli di Preradović chiesero inoltre il pagamento dei diritti d’autore alla Repubblica, ma la causa fu respinta considerando il premio già ricevuto per il concorso.

Quali modifiche sono state apportate al testo?

Dall’inizio degli anni Novanta furono avanzate diverse proposte per rendere il testo più equilibrato dal punto di vista di genere. Il passaggio decisivo arrivò con la decisione della commissione costituzionale del Parlamento del 22 novembre 2011. Questa decisione fornì anche la base per disciplinare l’inno per la prima volta con una legge: fino ad allora era stato regolato soltanto da due decisioni del Consiglio dei ministri.

L’entrata in vigore della nuova legge federale era prevista per il 1° gennaio 2012.

Le prime righe della versione modificata sono:

Land der Berge, Land am Strome,
Land der Äcker, Land der Dome,
Land der Hämmer, zukunftsreich.

Un’azienda può usare lo stemma federale?

Un’azienda può farlo soltanto come riconoscimento speciale. L’articolo 68 della legge sulle attività commerciali (Gewerbeordnung, GewO 1994) autorizza il ministro dell’Economia, dell’Energia e del Turismo (BMWET) a concedere a un’impresa il diritto di utilizzare lo stemma della Repubblica nella propria attività commerciale, accompagnandolo da un’indicazione che segnali il carattere onorifico del riconoscimento.

Se l’autorizzazione viene concessa, lo stemma può essere utilizzato:

Non può invece essere utilizzato:

Non esiste un diritto automatico al riconoscimento (kein Rechtsanspruch): la decisione spetta al ministero.

Quali condizioni valgono per l’uso dello stemma?

L’impresa deve:

  1. essere iscritta nel registro delle imprese (Firmenbuch);
  2. aver acquisito meriti grazie a prestazioni eccezionali a favore dell’economia austriaca;
  3. occupare una posizione importante e generalmente riconosciuta nel proprio settore.

La richiesta viene inviata al ministero in forma libera. Deve comprendere un rapporto aziendale aggiornato, come l’“Handelsauskunft” di KSV 1870 o la “Wirtschaftsauskunft” di Creditreform, oltre alla documentazione che dimostri i meriti dell’impresa. Possono essere utili, ad esempio, articoli di giornale, prospetti, altri riconoscimenti e dati relativi a esportazioni o investimenti.

Il ministero consulta quindi la camera dell’economia (Wirtschaftskammer) e la camera dei lavoratori (Arbeiterkammer). Inoltre verifica, tra l’altro, le autorizzazioni commerciali e le sanzioni amministrative. Su richiesta, un comunicato sul riconoscimento può essere pubblicato nella Wiener Zeitung a spese dell’azienda. Ultimo aggiornamento: 1° gennaio 2026.

Domande frequenti

Chi ha composto la musica dell’inno austriaco?

Per molto tempo la musica è stata attribuita a Mozart, ma probabilmente è opera di Johann Baptist Holzer.

Quando è stato eseguito per la prima volta l’inno attuale?

È stato trasmesso per la prima volta alla radio il 7 marzo 1947.

La profanazione dei simboli nazionali è punibile?

Sì. L’articolo 248 dello StGB punisce chi disprezza o degrada lo Stato e i suoi simboli.

Si può richiedere lo stemma come un diritto?

No. Non esiste un diritto automatico al riconoscimento; il ministero decide caso per caso.

Cosa fare in pratica

  1. Se rappresenti un’azienda, verifica che l’impresa sia iscritta nel Firmenbuch.
  2. Raccogli le prove dei risultati e dei meriti ottenuti a favore dell’economia austriaca.
  3. Richiedi un rapporto aggiornato da KSV 1870 o Creditreform.
  4. Prepara una richiesta libera indirizzata al ministero competente, allegando la documentazione disponibile.
  5. Non utilizzare il Bundeswappen su prodotti o veicoli senza la relativa autorizzazione.
  6. In caso di dubbi sull’uso dei simboli nazionali o sulle conseguenze legali, chiedi una consulenza professionale.

Fonte: parlament.gv.at, oesterreich.gv.at

Questo articolo è basato su fonti disponibili online e non costituisce consulenza legale. L’utilizzo delle informazioni è sotto la propria responsabilità.

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